Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
Lo studioLo_studio.html
ContattiContatti.html
ServiziServizi.html
HomeHome.html
Dove sonoDove_sono.html
Chi sonoChi_sono.html

DISTURBI DELL’UMORE

Disturbo Depressivo Maggiore


Il Disturbo Depressivo Maggiore è caratterizzato da uno stato emotivo di grande tristezza, sconforto e disperazione. L’individuo prova sensi di colpa, sensazione di vuoto, infelicità, pessimismo, sensazione che nulla abbia più valore, con la perdita di interesse nei confronti delle attività che si svolgevano precedentemente e con l’incapacità di provare piacere per qualunque cosa, con conseguente isolamento sociale. I familiari spesso notano il ritiro sociale o il rifiuto di occupazioni piacevoli (per es, un calciatore non si allena più).

E’ presente riduzione dell’energia, astenia, faticabilità. Il soggetto può riferire una continua stanchezza e anche i più piccoli compiti, come lavarsi e vestirsi al mattino,  richiedono uno sforzo considerevole e molto tempo. Anche l’efficienza delle azioni può essere ridotta.

A livello psicomotorio, frequentemente c’è un rallentamento generale che riguarda il pensiero e i movimenti del corpo. Risulta faticoso anche fare conversazione: le persone depresse infatti si esprimono generalmente attraverso poche parole, facendo lunghe pause e parlando lentamente, con un tono di voce basso e monotono.

Le alterazioni psicomotorie possono, al contrario, manifestarsi con agitazione e ansia, come incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani; sfregarsi la pelle, i vestiti, o altri oggetti, lamentandosi continuamente.

L’agitazione o il ritardo psicomotorio devono essere abbastanza gravi da poter essere osservati da parte di altri, e non rappresentare semplicemente una sensazione soggettiva.

Il senso di svalutazione è sempre presente e può includere valutazioni negative irrealistiche del proprio valore, preoccupazioni di colpa o ruminazioni su piccoli errori commessi nel passato. Molti soggetti si rimproverano di essere malati e di non riuscire ad assumersi responsabilità lavorative o interpersonali come conseguenza della depressione.

Possono essere presenti pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio veri e propri. Questi pensieri variano dalla convinzione che gli altri starebbero meglio se la persona fosse morta, a pensieri transitori di suicidarsi, a piani effettivi per compiere il suicidio. La frequenza, l’intensità e la letalità di questi pensieri possono essere piuttosto variabili.

Nel Disturbo Depressivo Maggiore sono frequentemente presenti anche disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia) e perdita del desiderio sessuale. L’appetito è di solito ridotto (molti individui sentono di doversi sforzare di mangiare) mentre, in altri casi, aumentato. Quando le alterazioni dell’appetito sono gravi, vi può essere una perdita o un aumento di peso significativi.

Le persone depresse non sono in grado di concentrare l’attenzione su qualcosa e ciò costituisce uno sforzo estenuante; non riescono a ricordare ciò che viene loro detto o ciò che apprendono attraverso la lettura. Il disturbo colpisce anche la capacità di affrontare i problemi: gli individui che ne sono affetti risultano essere totalmente privi di idee e strategie circa la sua risoluzione e vivono ogni momento con un sentimento di oppressione. 

Il Disturbo Depressivo Maggiore crea disagio clinicamente significativo e interferisce nell’ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree del funzionamento. Se la compromissione è grave, il soggetto può perdere completamente la capacità di funzionare dal punto di vista sociale o lavorativo. In casi estremi, il soggetto può essere incapace di occuparsi della cura personale minima (per es, mangiare o vestirsi) o di mantenere l’igiene personale minima.


Nella maggior parte dei casi la depressione tende con il tempo a scomparire, ma può anche cronicizzarsi. Il Disturbo Depressivo Maggiore risulta essere tra i disturbi più diffusi e sembra essere più frequente nelle donne che negli uomini. Colpisce maggiormente nella prima età adulta, ma nel corso degli ultimi anni l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando.














Oggi parliamo di..Oggi_parliamo_di...html