Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
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Distur







Gli Archetipi


Gli Archetipi, come espressione dell’inconscio collettivo, sono rappresentazioni trasmesse ereditariamente dai tempi più remoti e comuni a tutti gli uomini, non frutto dell’esperienza individuale ma universale.

Queste immagini primigenie aventi ciascuna un preciso significato, si esprimono in simboli presenti in tutti i tempi, luoghi e culture, compaiono nelle arti, nelle religioni, nei sogni, nelle usanze sociali di tutti i popoli e si manifestano spontaneamente nelle malattie mentali. Sono centri dell’energia psichica, hanno una caratteristica divina di tipo vitale ed è probabile che la loro manifestazione si verifichi in circostanze critiche, attraverso un evento esterno o a causa di qualche mutamento interiore.

Le loro molteplici manifestazioni si ritrovano soprattutto nelle fiabe, nei miti, nelle religioni e nell’arte. In questo caso si tratta di forme specificatamente improntate, trasmesse nel corso di lunghi periodi. Invece la loro apparizione diretta, come ci si presenta individualmente nei sogni e nelle visioni, nell’immaginazione attiva, nei deliri degli psicotici o nelle fantasie negli stati di trance, è molto più individuale e ingenua. Nel linguaggio dell’inconscio, che è un linguaggio per immagini, essi compaiono in forma personificata o simbolica.

Gli Archetipi non sono determinati dal punto di vista di contenuto ma solo in ciò che concerne la forma: sono elementi vuoti, formali, una possibilità data a priori della forma di rappresentazione. Il modo in cui l’Archetipo si manifesta, volta per volta, sul piano empirico, non può essere dedotto unicamente dall’Archetipo stesso ma poggia su molti fattori, è iridescente, cangiante, a seconda del contesto in cui è inserito. In ogni individuo, infatti, l’Archetipo si riveste dell’esperienza e dell’immaginazione personale assumendo una forma unica. Per esempio, il nucleo negativo di tutto ciò che vi è di oscuro e di brutto, caratteristico dell’Archetipo dell’Ombra, è universale, ma per una persona può apparire in veste di animale feroce, per un’altra come un tiranno, per un’altra ancora come un vampiro e così via.

“L’immagine archetipica” è l’aspetto fenomenico condizionato dalla storia e dalla cultura, attraverso la quale l’archetipo si manifesta, l’immagine che ci appare in modo diretto nel mito e nel sogno. Essendo gli elementi fondamentali della fantasia, le immagini archetipiche sono mezzi mediante i quali il mondo è immaginato, e quindi le modalità grazie alle quali tutta la conoscenza, tutta l’esperienza diventa possibile. 


Per Jung l’Archetipo è una realtà tra lo psichico e il somatico: da un lato ha radici nell’istinto, nella sfera organica, dall’altro presenta una dimensione spirituale: in quanto collegato all’istinto esso è una predisposizione innata a determinate prestazioni psicologiche, in quanto collegato alla sfera spirituale, è una categoria a priori della coscienza, una dimensione trascendentale. L’universalità degli Archetipi è stata interpretata dai post-junghiani o come un prodotto della struttura del cervello umano o come l’espressione di una sorta di anima del mondo neoplatonica.


Esiste una varietà quasi infinita di Archetipi, alcuni sembrano lontani dalla coscienza, altri sono più immediati. Tra i più importanti:





La Persona

L’Ombra

Anima - Animus

Il Puer Aetrnus

Il Vecchio Saggio

La Grande Madre

Il Sé







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