Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
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Distur







Psicologia Analitica Junghiana


Gli Archetipi

Il Sé


L’ultima tappa sulla strada dell’individuazione è rappresentata dalla figura archetipica del Sé, la quale conduce ad un congiungimento dei due sistemi psichici parziali: la coscienza e l’inconscio. Questo compito è sul piano spirituale uno dei più gravosi per l’uomo anche perché allo spostamento dell’accento psichico ne consegue una metamorfosi della personalità, un mutamento di atteggiamento nei confronti della vita.

Il Sé è il principale fra tutti gli Archetipi e la sua ricerca, come intuì Jung, è una finalità archetipica della psiche. La coscienza della duplicità dell’uomo porta con sé il desiderio di una riunificazione delle proprie parti scisse che i miti e le concezioni religiose hanno sempre rappresentato con immagini di vicende che simboleggiano una riconciliazione di elementi separati. Nell’immagine del Sé possiamo riconoscere l’ininterrotta tensione umana verso la composizione sintetica e creativa delle varie funzioni attraverso le quali la psiche entra in rapporto con se stessa e con il mondo.

Il Sé è l’armonizzazione a un livello più alto delle varie parti della personalità, un’autentica unione di opposti, è maschile e femminile, yin e yang, vecchio e fanciullo, bene e male, materiale e spirituale; è quindi il simbolo della “conjunctio” – simbolo di Totalità, Uroboros, pietra filosofale, anello, androgino. Ed è in questo senso che Jung afferma che il processo d’individuazione è un “mysterium coniuctionis”.

Tale Archetipo è il principio creativo e unificante della personalità umana, a cui si attribuisce il massimo potenziale espressivo dell’individuo e il raggiungimento della totalità psichica, è il centro virtuale di aggregazione delle esperienze che si svolgono lungo l’arco dell’esistenza e ne fanno un insieme significativo, un percorso con un senso riconoscibile. L’individuazione avendo come meta finale il Sé, quale sintesi di conscio e di inconscio, subordina il molteplice all’Uno, ma l’Uno é Dio e ciò che in noi gli corrisponde è, secondo Jung, l’Imago Dei.

L’uomo sarebbe spinto dalla presenza inconscia del Sé a percorrere un cammino individuativo che gli permette di rendere manifesto ciò che già esisterebbe in lui. Il Sé, come un seme, contiene in forma latente tutto l’albero futuro, tutta la personalità dell’individuo, ma non può manifestarsi senza la collaborazione dell’Io. Solo se l’Io collabora, ciò che è in potenza, ciò che è latente, potrà divenire esistente e reale. Lo scopo dell’individuazione è la realizzazione della propria unicità, della propria personalità, tramite l’incontro con il Sè, con una dimensione universale che trascende l’Io.
L’esperienza del processo individuativo ci rivela che una forza universale opera in modo creativo, come che l’inconscio tracci la via da seguire secondo un disegno segreto, che si rivela nei sogni, in un continuo dialogo invisibile.

Una personalità armoniosa è in sintonia profonda, in accordo con l’interno (se stesso in tutte le sue polarità) e con l’esterno (l’universo), c’è dialettica tra individuazione e adattamento, conscio e inconscio, psiche e mondo.


Il Sé può essere rappresentato come Cerchio o Quaternità, Mandala, Pietra Filosofale dell’Alchimia, Albero del Mondo, Androgino, Fanciullo Divino. 

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