Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
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Distur







DISTURBI DEL SONNO

Dissonnie


Le Dissonnie sono disturbi dell’inizio o del mantenimento del sonno o disturbi dovuti a eccessiva sonnolenza, e sono caratterizzati da un’alterazione della quantità, della qualità o della sequenza temporale del sonno.

Questa sezione include: Insonnia Primaria, Ipersonnia Primaria, Narcolessia, Disturbo del Sonno Correlato al Respiro, Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno.


Insonnia Primaria

La caratteristica dell’Insonnia Primaria è la difficoltà ad iniziare o a mantenere il sonno, che dura per almeno un mese.

I soggetti con Insonnia Primaria riferiscono una combinazione di difficoltà ad addormentarsi e di risvegli intermittenti durante il sonno. Il tipo specifico di lamentela relativa al sonno spesso varia nel tempo. Per esempio, i soggetti che si lamentano della difficoltà ad addormentarsi in un certo momento, più tardi si lamentano della difficoltà a mantenere il sonno e viceversa.

L’Insonnia Primaria è spesso associata ad aumentata reattività fisiologica o psicologica notturna in combinazione con condizionamenti negativi per il sonno. Una notevole preoccupazione a riguardo e lo stress dovuto alla incapacità di dormire possono contribuire allo sviluppo di un circolo vizioso: più l’individuo si sforza di dormire, più diventa frustrato e stressato in caso di insuccesso, e meno è capace di dormire. Giacere in un letto nel quale l’individuo ha frequentemente passato delle notti insonni può causare frustrazione e reattività condizionata. I soggetti con Insonnia Primaria possono perciò acquisire inadeguati stili di sonno come fare sonnellino diurno o passare eccessivo tempo a letto. Al contrario, il soggetto può addormentarsi più facilmente quando non cerca di farlo (per es., mentre guarda la televisione o legge).

L’insonnia cronica può portare ad una diminuzione del senso di benessere durante il giorno, un deterioramento dell’umore e della motivazione, una diminuzione dell’attenzione, dell’energia e della concentrazione e un aumento della fatica.


Ipersonnia Primaria 

L’Ipersonnia Primaria è una sonnolenza eccessiva che dura almeno un mese, e si caratterizza sia da episodi di sonno prolungato (in genere durante la notte) sia da episodi di sonno diurno che si verificano quasi quotidianamente.

Nei soggetti con Ipersonnia Primaria, la durata dell’episodio maggiore di sonno (per la maggior parte dei soggetti il sonno notturno) può variare da 8 a 12 ore, ed è spesso seguito da difficoltà di risveglio al mattino. La qualità del sonno notturno è normale. L’eccessiva sonnolenza durante le normali ore di veglia prende la forma di sonnellini intenzionali o di episodi di sonno involontari. I sonnellini diurni tendono ad essere relativamente lunghi (spesso durano un’ora o più), sono sperimentati come non-ristoratori e spesso non comportano un miglioramento della vigilanza. Tipicamente i soggetti avvertono una sonnolenza che aumenta nel tempo, piuttosto che sperimentare un improvviso ‘’attacco” di sonno. Tipici episodi di sonno involontario si verificano in situazioni di bassa stimolazione o di bassa attività (per es. ascoltando delle conferenze, leggendo o guardando la televisione).

L’Ipersonnia può portare a uno stato di malessere significativo e a disfunzioni nel lavoro e nelle relazioni sociali. Il basso livello di vigilanza che si realizza mentre il soggetto resiste alla sonnolenza può comportare un calo di efficienza, di concentrazione e di memoria durante le attività diurne.


Narcolessia

La Narcolessia è caratterizzata da ripetuti attacchi irresistibili di sonno che, differentemente dall’Ipersonnia, sono improvvisi e lasciano il soggetto riposato. La sonnolenza del soggetto tipicamente decresce dopo un attacco di sonno, solo per ritornare diverse ore dopo.  

Gli episodi di sonnolenza sono spesso descritti come irresistibili e provocano un sonno involontario in situazioni inappropriate (per es. guidando l’auto o durante conversazioni). Le situazioni di bassa stimolazione e di scarsa attività, come guardare la televisione,  accentuano il grado di sonnolenza. Gli episodi di sonno generalmente durano 10-20 minuti, ma possono durare fino ad un’ora se non sono interrotti. Frequentemente viene riportata attività onirica. I soggetti con Narcolessia tipicamente hanno 2-6 episodi di sonno (volontario e involontario) al giorno.

In aggiunta alla sonnolenza, i soggetti possono sperimentare: cataplessia (episodi di perdita improvvisa del tono muscolare, che durano da secondi a minuti, e sono di solito precipitati da emozioni intense), o ricorrenti intrusioni di sonno REM nel passaggio tra il sonno e la veglia, con paralisi dei muscoli volontari o allucinazioni simili a sogni.

La perdita del tono muscolare della cataplessia può essere sottile, e portare a fenomeni come la mandibola cascante o l’abbassamento delle palpebre ma può anche essere drammatica e i soggetti possono lasciar cadere gli oggetti di mano, oppure piegarsi sulle ginocchia o cadere a terra. La debolezza muscolare generalmente dura solo secondi, benché siano riportati casi di durata superiore, fino a mezz’ora. Gli episodi sono seguiti da un pieno ritorno alla normale forza muscolare. Durante gli episodi di cataplessia sono preservate in pieno la coscienza e la vigilanza e i  soggetti possono descrivere chiaramente gli eventi, e non presentare confusione prima o dopo l’episodio.

Alcune persone avvertono anche un’intensa attività immaginativa simile al sogno subito prima di addormentarsi (allucinazioni ipnagogiche) o appena dopo il risveglio (allucinazioni ipnopompiche). La maggior parte delle allucinazioni sono visive, (per es. i soggetti possono descrivere oggetti che si muovono in un quadro sul muro); ma possono anche essere uditive (per es. rumori di intrusi nella casa) o cinetiche (per es. sensazione di volare). Spesso i soggetti con Narcolessia presentano anche paralisi del sonno nel momento in cui si addormentano o si risvegliano riferendo di sentirsi svegli ma incapaci di muoversi o di parlare. Entrambe, le allucinazioni correlate al sonno e la paralisi del sonno, durano da pochi secondi a pochi minuti e terminano spontaneamente.


Disturbo del sonno Correlato alla Respirazione

Il Disturbo del Sonno Correlato alla Respirazione è caratterizzato da interruzioni del sonno, che portano ad eccessiva sonnolenza o insonnia, e si ritiene siano dovute ad anomalie della ventilazione durante il sonno.

L’incapacità del soggetto a controllare la sonnolenza può essere evidente in riunioni noiose o guardando films, oppure a teatro o a concerto. Quando la sonnolenza è estrema, la persona può addormentarsi mentre sta attivamente conversando, mangiando, passeggiando o guidando. I sonnellini tendono a non essere riposanti, e possono essere accompagnati al risveglio da un mal di testa.

Nel Disturbo del Sonno Correlato alla Respirazione i fenomeni respiratori anormali comprendono apnea (episodi di cessazione del respiro), ipopnea (respirazione anormalmente lenta o poco profonda) e ipoventilazione (livelli ematici anormali di ossigeno e anidride carbonica).

Sono state descritte tre forme di Disturbo del Sonno Correlato alla Respirazione:

  1. La sindrome apnoica ostruttiva del sonno. E’ la forma più comune di Disturbo del Sonno Correlato alla Respirazione ed è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione delle vie aeree superiori (apnea e ipopnea) durante il sonno. Di solito compare in soggetti sovrappeso ed è caratterizzata da russamenti pesanti o da brevi respiri affannosi che si alternano ad episodi di silenzio che durano solitamente 20-30 secondi.

  2. La sindrome apnoica centrale del sonno. E’ caratterizzata da episodi di cessazione della ventilazione durante il sonno (apnea e ipopnea) senza ostruzione delle vie aeree. Pertanto, diversamente dai fenomeni di apnea ostruttiva, le apnee centrali non sono associate con continui movimenti respiratori della parete toracica e dell’addome (come il russamento), e ricorrono più comunemente nelle persone anziane in conseguenza di patologie cardiache o neurologiche.

  3. La sindrome ipoventilatoria alveolare centrale. E’ caratterizzata da una compromissione del controllo della ventilazione che comporta dei livelli di ossigeno arterioso anormalmente bassi e che peggiorano ulteriormente nel sonno (ipoventilazione senza apnea o ipopnea).  Questa forma più comunemente ricorre in soggetti notevolmente sovrappeso, e può essere associata a sintomi sia di eccessiva sonnolenza che di insonnia.


Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno

La caratteristica del Disturbo del Ritmo Circadiano del Sonno è una modalità persistente o ricorrente di interruzione del sonno che risulta da una funzione alterata del sistema del ritmo circadiano (ritmo sonno - veglia). Questo disturbo può essere causato da uno squilibrio fra il ritmo sonno-veglia interno del soggetto e le circostanze esterne che riguardano i tempi e la durata del sonno.










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