Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
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DISTURBI DEL SONNO

Distur







Cosa è il sonno?


Il sonno è una momentanea sospensione dello stato di coscienza durante il quale l’organismo recupera energia. E’ caratterizzato dal rallentamento delle funzioni neurovegetative e dall’interruzione parziale dei rapporti sensitivi e motori del soggetto con l’ambiente.

Il sonno però non è solo un momento di riposo, bensì è un processo fisiologico attivo che coinvolge l’interazione del sistema nervoso centrale ed autonomo. Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un’apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale (ad es, alcune cellule cerebrali, in alcune fasi del sonno, hanno una attività maggiore rispetto alla veglia, altre si rigenerano). Inoltre stimola ed influenza i processi di crescita e numerosi fattori cognitivi come ad esempio la fissazione in memoria degli avvenimenti e delle nozioni elaborate durante il giorno, la capacità di attenzione, di concentrazione e il pensiero.

Il sonno è regolato da particolari meccanismi neurofisiologici presenti nel cervello che fondamentalmente sono “tarati” e seguono il ciclo circadiano, ovvero il giorno e la notte.



































La quantità e la qualità del sonno necessarie all’individuo sono soggettive e variano da persona a persona; inoltre cambiano secondo l’età, per la presenza di fattori soggettivi, come stati di preoccupazione o problemi socio-familiari, o per fattori esterni, come dormire in un luogo freddo o pericoloso. Tali fattori possono produrre stati emotivi di ansia o stress e quindi ridurre sia la quantità che la qualità del sonno.



Disturbi del Sonno


I disturbi del sonno sono piuttosto diffusi e possono affliggere persone di qualsiasi età. Esse accusano spesso di non dormire a sufficienza, di non riposare bene o di non riuscire ad addormentarsi.

I Disturbi del Sonno causano i ben noti effetti di sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, minore lucidità, impatto negativo sull’umore, maggior difficoltà a svolgere compiti complessi come lavorare o studiare. Naturalmente la gravità di questi effetti possono variare sia in relazione al periodo di tempo che si trascorre senza dormire che alla “variabilità” individuale.

La presenza di un Disturbo del Sonno può essere inferita dalle “lamentele”  che l’individuo manifesta nei confronti del proprio sonno; l’insoddisfazione può riguardare la quantità (dorme troppo o troppo poco), la qualità (il sonno non è particolarmente riposante), i risvegli notturni o la presenza di incubi.

I Disturbi del sonno possono essere causati da una condizione medica generale o da un altro disturbo mentale (per es. ansia o depressione) o dall’effetto di sostanze (inclusi i farmaci).

I Disturbi del sonno che invece non sono attribuibili a queste cause, sono chiamati  Disturbi Primari del Sonno e si presume che insorgano da anomalie endogene dei meccanismi di regolazione del ritmo sonno-veglia.

Essi si suddividono in due categorie: Dissonnie e Parasonnie.

Altri Disturbi del Sonno sono il Sonniloquio (parlare nel sonno), il Bruxismo (digrignare i denti) e la Sindrome delle gambe senza riposo (muovere involontariamente gli arti inferiori impedendo l’addormento o compromettendo il sonno).




STRUTTURA DEL SONNO

Il sonno ha una sua struttura interna, caratterizzata dal susseguirsi di 5 stadi.


Stadio 1. E’ il periodo di transizione tra la veglia ed il sonno vero e proprio, corrispondente, in pratica, all’addormentamento. Esso è caratterizzato da una netta diminuzione dell’attività  cerebrale delle onde “alfa”, tipica dello stato di veglia e dalla comparsa di attività “theta”. (Le onde sono registrate attraverso l’Elettroencefalogramma EEG). I movimenti oculari sono lenti, rotanti e oscillatori.


Stadio 2. In questo stadio è presente un’attività di fondo di voltaggio relativamente basso, con frequenza variabile ma vicina alle onde “theta”. Lo stadio 2 si caratterizza per la presenza di fusi (spindles) e complessi K.  I movimenti degli occhi sono lenti.


Stadio 3. Questo stadio del sonno, insieme allo Stadio 4, viene chiamato Sonno Sincrono o Sonno ad Onde Lente, e si caratterizza, appunto, per la presenza delle onde “delta”, le onde più lente. Il tono muscolare dell’organismo è ridotto ed i movimenti degli occhi praticamente assenti. Le funzioni vegetative (respiro, battito cardiaco) appaiono molto regolari. È un sonno molto profondo dal quale è difficile risvegliarsi


Stadio 4. Lo stadio 4, che insieme allo Stadio 3 viene denominato Sonno Sincrono o a Onde Lente, è caratterizzato dalla presenza di onde “delta”, che qui raggiungono la massima ampiezza e la minima frequenza. I movimenti degli occhi non sono presenti mentre persiste uno stato di attivazione muscolare tonica molto bassa. In questa fase l’attività metabolica del cervello è ridotta (minor consumo di ossigeno e glucosio). Se il soggetto si sveglia in questa fase rimane confuso  per qualche minuto. Questa è la fase più profonda del sonno.


Stadio REM. Il sonno REM (Rapid Eyes Movements) viene definito anche Sonno Paradosso in quanto in un organismo profondamente addormentato, l’attività della corteccia cerebrale è molto vicina a quella della veglia. Il consumo di ossigeno nel cervello cresce, aumenta il ritmo respiratorio e la pressione cardiaca, il battito cardiaco è meno regolare. Lo stadio REM è caratterizzato da movimenti oculari rapidi, da una “paralisi” dei muscoli (che impedisce di mimare e agire il sogno) e dalla presenza dei sogni.

Lo stadio REM compare in genere dopo circa 90 minuti di sonno non-REM.

Gli episodi REM (4 o 5 durante un sonno notturno di 7-8 ore) tendono a divenire più lunghi, man mano che ci si avvicina alle prime ore del mattino, mentre il Sonno Sincrono è tipico delle prime ore della notte, quelle, cioè, immediatamente successive all’addormentamento.


  1. Dissonnie

  2. Parasonnie

         

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