Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa - Psicoterapeuta
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DISTURBI DEL SONNO

Distur







Parasonnie


Le Parasonnie sono disturbi caratterizzati da comportamenti anomali o da eventi fisiologici che si manifestano durante il sonno, in specifici stadi del sonno o nei passaggi sonno-veglia.

Questi disturbi comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo, del sistema motorio o dei processi cognitivi durante il sonno o nei passaggi sonno-veglia. Differenti parasonnie ricorrono in differenti ore del sonno e specifiche parasonnie spesso si verificano durante specifici stadi del sonno. I soggetti con parasonnie di solito alla visita si lamentano di comportamenti inusuali durante il sonno, piuttosto che di insonnia o di eccessiva sonnolenza diurna.

Questa sezione include il Disturbo da Incubi, il Disturbo da Terrore nel Sonno, il Disturbo da Sonnambulismo e la Parasonnia Non Altrimenti Specificata.


Disturbo da Incubi

La caratteristica essenziale del Disturbo da Incubi è il ripetuto manifestarsi di sogni terrifici che portano al risveglio dal sonno. I sogni terrifici o le interruzioni del sonno conseguenti ai risvegli provocano nel soggetto uno stress significativo o un cattivo funzionamento nell’area sociale o lavorativa.

Gli incubi tipicamente si presentano in una sequenza onirica elaborata, prolungata, e che provoca ansia intensa o terrore. Più spesso il contenuto del sogno mette a fuoco un pericolo fisico imminente per il soggetto (per es., inseguimento, attacco, incidente). Incubi che ricorrono dopo esperienze traumatiche possono replicare il pericolo o la situazione terrifica originari, ma la maggior parte degli incubi non rappresenta eventi reali. Al risveglio, i soggetti con questo disturbo possono descrivere la sequenza e il contenuto del sogno nei dettagli. I soggetti possono riferire più incubi ripetuti in una data notte, spesso con un tema ricorrente.

Gli incubi insorgono quasi esclusivamente durante il sonno-REM. Poiché i periodi di sonno-REM tipicamente diventano più lunghi e più ricchi di sogni nella seconda metà della notte, gli incubi si verificano con maggiore probabilità nella seconda metà della notte.

Gli incubi di solito terminano con un risveglio associato a rapido ritorno della vigilanza piena e a protratto senso di paura o ansietà. Questi fattori spesso comportano la difficoltà di ritornare a dormire. Il Disturbo da Incubi più spesso causa uno stress soggettivo significativo, piuttosto che una dimostrabile menomazione sociale o lavorativa. Tuttavia, se i risvegli notturni sono frequenti o se il soggetto evita di dormire per la paura di fare incubi, egli può sperimentare eccessiva sonnolenza, scadimento della capacità di concentrazione, depressione, ansia o irritabilità che interferiscono con le attività quotidiane.


Disturbo da Terrore nel Sonno

La caratteristica del Disturbo da Terrore nel Sonno (chiamato anche “terrore della notte” o pavor nocturnus) è la manifestazione ripetuta di terrore nel sonno, cioè, di bruschi risvegli dal sonno che cominciano di solito con un grido di paura o con un pianto. Il terrore nel sonno usualmente comincia nel primo terzo del periodo principale del sonno, e dura 1-10 minuti. Gli episodi sono accompagnati da iperreattività del sistema nervoso autonomo e da manifestazioni comportamentali di intensa paura. Durante un episodio, è difficile risvegliare o rassicurare il soggetto e se il soggetto si sveglia dopo il terrore nel sonno, non ricorda alcun sogno, oppure soltanto singole immagini frammentarie.

Al risveglio al mattino successivo, il soggetto presenta amnesia per l’evento.

Durante un episodio tipico, il soggetto si mette bruscamente a sedere sul letto gridando o in preda al pianto, con un’espressione terrorizzata e segni neurovegetativi di intensa ansia (per es., tachicardia, tachipnea, vampate cutanee, sudorazione, dilatazione delle pupille, aumento del tono muscolare). Il soggetto di solito non risponde ai tentativi degli altri di svegliarlo o rassicurarlo. Se svegliato, il paziente è confuso e disorientato per diversi minuti, e riferisce un vago senso di terrore, usualmente senza contenuto onirico. Benché possano verificarsi delle immagini oniriche vivide, frammentarie, non viene riportata una sequenza onirica simile ad una storia (come negli incubi).  Certi soggetti possono ricordare vagamente di aver avuto un “episodio” durante la notte precedente, ma non ne conservano una memoria dettagliata.

Per fare diagnosi è necessario che il soggetto sperimenti disagio clinicamente significativo o menomazione. L’imbarazzo concernente gli episodi può interferire con le relazioni sociali. I soggetti possono evitare situazioni nelle quali altri potrebbero rendersi conto del disturbo, come andare in campeggio, fare visita agli amici di sera o dormire con compagni.


Sonnambulismo

La caratteristica del Disturbo da Sonnambulismo è la ripetizione di episodi di comportamento motorio complesso durante il sonno, come il sollevarsi dal letto e il camminare nelle vicinanze. Gli episodi sonnambulici cominciano durante il sonno ad onde-lente, e pertanto ricorrono più spesso durante il primo terzo della notte. Durante gli episodi, il soggetto presenta vigilanza e reattività ridotte, lo sguardo fisso nel vuoto, e una relativa mancanza di reattività alla comunicazione da parte degli altri o agli sforzi che gli altri compiono per svegliarlo. Se svegliato durante l’episodio (o al risveglio il mattino successivo), il soggetto ha un ricordo limitato degli eventi dell’episodio stesso. Dopo l’episodio, vi può essere inizialmente un breve periodo di confusione o di difficoltà di orientamento, seguito dal pieno recupero delle funzioni cognitive e da comportamento appropriato.

Gli episodi sonnambulici possono includere una varietà di comportamenti. Negli episodi lievi (chiamati “risvegli confusionali”), il soggetto può semplicemente mettersi a sedere sul letto, guardarsi attorno, o pizzicare la coperta o il lenzuolo. Più tipicamente il soggetto scende dal letto, e può passeggiare per la stanza, oppure fuori della stanza, su e giù per le scale e persino fuori dall’edificio. I soggetti possono usare il bagno, mangiare e conversare durante gli episodi. Possono anche verificarsi corse e frenetici tentativi di sfuggire dei pericoli apparenti. La maggior parte dei comportamenti durante gli episodi sonnambulici sono routinari e poco complessi. Tuttavia sono stati riportati casi di apertura con la chiave di porte, e persino di messa in funzione di macchinari. La maggior parte degli episodi dura da diversi minuti a mezz’ora.

Gli episodi sonnambulici possono terminare in risvegli spontanei seguiti da un breve periodo di confusione, oppure il soggetto può ritornare a letto e continuare a dormire fino alla mattina. A volte il soggetto può svegliarsi la mattina successiva in un altro luogo, o con le prove evidenti delle attività svolte durante la notte, ma con amnesia completa per l’evento. Certi episodi possono essere seguiti da un vago ricordo di immagini oniriche frammentarie, ma usualmente non da sogni tipici simili a storie.



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